Sweet Salgari – non c’è tempo per restare tra le righe

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Se scrivi restando tra le righe che cosa scrivi a fare?

Le parole non devono essere ragionate ma vomitate. Pazienza se saranno sporche, non c’è tempo per pulirle. Non c’è tempo di aspettare che qualcuno ci dica “Va bene”.

Non c’è tempo per rispettare le scadenze e incastrare l’arte. Si finisce schiacciati, umiliati, parte di un ingranaggio malato. Come Emilio Salgari.

“Un’intensa, commovente biografia disegnata che illumina le due vite di Emilio Salgari. Inventore di “Sandokan” e del “Corsaro nero”, ma anche travet della penna, eternamente sfruttato e perseguitato dai conti da pagare. Sullo sfondo dell’ltalietta piccolo borghese tra ‘800 e ‘900, il ritratto dolce e amaro di un sognatore dal cuore irriducibile”.

Così recita la quarta di copertina di “Sweet Salgari”, una delle preziose graphic novel targata Coconino Press – Fandango.

L’omaggio in bianco e nero di Paolo Bacilieri all’autore racconta la storia dell’uomo che viaggiò poco ma inventò più di 1.300 personaggi divorando atlanti e dizionari. I tratti decisi rimandano alle fragilità dell’uomo, a chi della scrittura e dell’arte in genere ne fa un lavoro, croce e delizia.

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“A voi che vi siete arricchiti con la mia pelle… chiedo solo che pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna”. Così scriveva Emilio Salgari nell’ultima lettera ai suoi editori poco prima di togliersi la vita cent’anni fa, il 25 aprile 1911 a Torino.

La biografia a fumetti porta fino alla conclusione della fantasia dello scrittore, sempre sottovalutato e sfruttato in vita per poi essere celebrato più avanti.

Un uomo che ha vissuto di stenti con la moglie (finita poi in un manicomio) e i quattro figli, che ha girato il mondo solo nella sua testa, scrivendo dalla sua casa.

La scrittura a volte porta negli abissi, a volte all’immortalità. Per Emilio Salgari sono vere entrambe le cose.

Se vivi restando tra le righe che cosa vivi a fare?

Sporcatele, le parole, sporcatele, le vite.

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L’amica geniale – Devi conoscerlo se.

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  1. Se hai amato “Piccole Donne” e conosci a memoria la prima pagina del libro;
  2.  Se hai sognato il riscatto e una via di fuga verso una vita nuova;
  3. Se pensi che tutti dovrebbero vedere il mare, almeno una volta;
  4. Se credi che una bella storia e una penna possano cambiare un destino;
  5. Se ti ribelli;
  6. Se hai gli occhi che sognano;
  7. Se lotti contro chi non ti capisce;
  8. Se combatti contro chi ti ama e non sa starti accanto;
  9. Se sei viva e piena di paure ma ti vai a prendere ciò che vuoi;
  10. Se sei stata bambina,                                                                                                        dovresti conoscere “L’Amica Geniale”. Perché le belle storie possono cambiare il mondo.

Guarda il trailer

Se ti viene voglia di essere violentata, ce l’hai il tanga?

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woman in white panty

Photo by Tofros.com on Pexels.com

Questo titolo fa schifo. D’altronde la vicenda che sto per raccontare fa davvero schifo. Si tratta di quelle notizie che fanno pensare che a fare schifo sia proprio il mondo in cui viviamo. Fa schifo anche trovare così tante ripetizioni in uno scritto, soprattutto se a ridondare è “fa schifo”.

Avete visto sul web il proliferare di perizoma legati a una causa con l’hashtag #ThisIsNotConsent? Ok, facciamo un passo indietro, appunto, nello schifo.

Quando Eva mangiò la mela e indossò il perizoma

close up of fruits hanging on tree

Photo by Pixabay on Pexels.com

Il 6 novembre il tribunale di Cork, in Irlanda, ha scagionato un uomo di 27 anni accusato di stupro nei confronti di una diciassettenne. Perché? Secondo il giudice la ragazza indossava «biancheria troppo sexy». «Guardate il modo in cui era vestita, indossava un perizoma con la parte davanti in pizzo» ha dichiarato l’avvocato difensore del violentatore. La sentenza ha dato al tanga il ruolo di giustificatore del rapporto non consensuale.

Le reazioni

In Irlanda migliaia di persone hanno protestato in piazza urlando “this is not consent” (questo non è consenso). Il gruppo “Donne d’Irlanda” ha lanciato l’hashtag accompagnato dalle foto della lingerie.

In Parlamento la socialista Ruth Coppinger ha portato un tanga e ha dichiarato: «Potrebbe suscitare imbarazzo mostrare un paio di mutande in Parlamento, ma pensate a quanto lo sia di più per una vittima di stupro vederle finire in tribunale».

È così assurdo da non esigere commenti, solo cronaca.

Se ti viene voglia di essere violentata, ce l’hai il tanga? Fa schifo, ricorda un brutto slogan pubblicitario, vuole fare schifo e provocare reazioni. Le violenze, invece, non si provocano. È semplice e alla portata davvero di tutti: sì vuol dire sì, no vuol dire no e indossiamo quello che cazzo vogliamo.

#ThisIsNotConsent.

ManAdvisor – #L’INSICURO

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adult anger art black background

Photo by Pixabay on Pexels.com

“Sei troppo bella, simpatica, intelligente, come fai a stare con uno come me?”.

Te lo dice la prima volta dopo averti sfiorato le labbra, lo conosci da pochi giorni. È un uomo adulto, non un ragazzino, ma ti guarda con gli occhi da cucciolo impaurito e l’aria del “Vorrei ma non posso”. Tu lo guardi, sorridi e lusingata biascichi un “Ma che dici?” seguito da nuove effusioni.

“Davvero mi trovi interessante?” Piomba nuovamente mentre i tuoi capelli sono incastrati nel suo orologio (perché l’uomo insicuro ha sempre un orologio, preciso e rintoccante ancorato al suo polso).

“Scherzi?” Rispondi tu, cercando di goderti il momento. Pensieri e capelli disincagliati, tutto procede per il meglio, fino a quando ti riaccompagna a casa. “Se mi vedessero con te penserebbero che cosa ci fa una come te con uno come me? Sei stata bene stasera? Pensi che ci rivedremo?”. Lo so, sei a metà tra un “Checcarino” e un “checcazzovuoi”. Sorella, un consiglio: scappa. Il suggerimento l’hai già avuto da lui a inizio serata. Sei troppo bella, simpatica, intelligente, come fai a stare con uno come lui?

ManAdvisor – #L’INFEDELE

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man in formal suit jacket holding his necktie

Photo by antas singh on Pexels.com

 

Perfetto. Impeccabile. Dopo una serie di casi umani finalmente incontri un Uomo sicuro, simpatico, intelligente, passionale. Al primo appuntamento ha organizzato tutto. L’orario è perfetto, non troppo tardi e non troppo presto, si presenta bello e profumato come non mai, ti porta tra risate e discorsi interessanti in un posto che non hai mai visto prima. Bello da togliere il fiato. E in culo al mondo. È per questo che non l’hai mai visto. Tu però credi di essere finalmente ripagata dal karma (e hai un grosso conto in sospeso), quindi non ti chiedi il perché dei chilometri di strada macinata per mangiare qualcosa, sei la protagonista del tuo film. La cena è fantastica, mangiate e bevete un vino che così leggera non ti sei mai sentita. Lui ti stringe la mano e non prende mai una volta il telefono dalla sua tasca. Mai. “Quanta strada fatta per arrivare fino a te” pensi sognante. Frena. Si torna alla base. Le sue mani si ritraggono man mano che i chilometri riportano a casa, anche i discorsi diventano più tesi, le risate meno frequenti. Il suo di telefono vibra e lui lo guarda preoccupato di sottecchi. Una donna segnaposto lo aspetta, mentre tu, sì cara, la principessa della serata, sei solo una delle sue innumerevoli avventure. Stai pensando di parlarci? Ti risponderebbe con un: “Credevo si capisse”. E tu credevi fosse amore, invece era un coglione.

(Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale).

Sally e Jim – la vita è un algoritmo

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hacker screen

Photo by Markus Spiske freeforcommercialuse.net on Pexels.com

La vita è un algoritmo.

Se scelgo di dare più di un’occhiata a cose che non meritano ne incontrerò sempre di più. Penserà “ecco, ha visualizzato ancora, vuol dire che le piacciono. Ora le ripropongo nella home della sua vita”.

Quindi presterò più attenzione, i miei occhi devono posarsi su ciò che voglio evocare. Non ho una tua foto Jim, puoi aiutarmi?

 

Sally e Jim – tra le cose che

 

 

Sally e Jim – tra le cose che.

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silouhette of man

Photo by Johannes Rapprich on Pexels.com

Dove cazzo sei Jim? Ho bisogno della tua leggerezza per capire la differenza tra una cosa che ne vale la pena e una cosa che la fa.

Dove cazzo sei Jim. Forse sei tra le cose che fanno pena e non ne vali la pena.

 

Sally e Jim – I compromessi

Cara donna in estate

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barefoot beach blur break

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Cara donna in estate,

ti auguro di contare i sorrisi e non le smagliature,

di pettinare i capelli con sole e sale e di dire addio alla piega,

di tuffarti nell’acqua fredda senza ciglia appesantite da trucchi indelebili,

di correre felice a perdifiato come cantava Baglioni, senza temere i chili di troppo o di meno,

di scegliere il costume per il tuo colore preferito, senza strizzare o strozzare,

di lasciar scoperto ciò che vuoi,

di sentirti bella anche se non sei bella o anche se lo sei,

di guardare e di guardarti con gentilezza,

di amare e di specchiarti in occhi che facciano lo stesso.

Cara donna in estate,

ricorda che la cellulite non è una malattia,

la tristezza a volte sì.

Cara donna in estate,

spero tu stia già ridendo,

lontana anni luce da chi ti sta scrivendo.

 

 

Sally e Jim – i compromessi

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  • Quanti compromessi si nascondono dietro i sorrisi delle famiglie felici? Quanti compromessi hanno rotto i sorrisi di chi ha scelto di seguire la verità ad ogni costo? Se lo sapessi sorriderei di più. Se accettassi più compromessi avrei la mia famiglia sorridente con te, Jim. Se non accettassi più compromessi avrei il mio sorriso solo e non ti parlerei più. Vivo a cavallo dei compromessi, sento tintinnare vetri falsi, da un lato stoviglie, dall’altro bicchieri di Spritz.

 

Sally – c’è un bug nella mia vita